mercoledì 21 maggio 2014

sali e scendi!

"Se non voleva salire a piedi, il nostro giocatore continuava a mescolarsi agli attori: accanto a lui, a manovrare l'ascensore, c'era infatti il lift, non meno riccamente decorato." 
cap. 2

"Lo stesso lift - silenzioso, questa volta, per rispetto, non per disprezzo, e rosso di piacere - aveva messo in moto il suo ascensore."
cap. 2

"Ma vedevo che sul suo volto, invece dell'amicizia e della gioia di ospitarmi nel suo ascensore, si dipingeva un'espressione d'abbattimento e di straordinaria inquietudine."
cap. 3

"Corsi all'ascensore, malgrado l'ora indebita, e chiamando il lift, che svolgeva le funzioni di guardiano notturno, gli chiesi di andare nella camera di Albertine [...]."
cap. 4

Il protagonista di questo post è l'ascensore. Più volte Marcel si trova a dover prendere questo strano aggeggio manovrato da un'altrettanto strano personaggio. Il lift è incaricato di portare su e giù gli ospiti dell'albergo nel quale anche Marcel si trova e con il quale instaura un certo tipo di rapporto.

come poteva essere un ascensore agli inizi del XX secolo
"Salendo lungo la colonna, avevo riattraversato quello che, la prima volta, m'era apparso come il mistero di un'albergo ignoto dove ogni cliente abituale rientra nella propria camera [...].Stavolta avevo sperimentato il piacere fin troppo riposante d'ascendere in un albergo conosciuto, dove mi sentivo a casa mia." 
cap. 2

Quello che si fa in ascensore viene visto da Marcel anche come un percorso di vita. Marcel ha avuto molte difficoltà dalla morte della nonna e difficilmente è riuscito a trovare un posto che si possa per lui chiamare casa. In questo passo del secondo capitolo il ragazzo si sente a casa nell'albergo di Balbec e vede in qualche modo nella figura dell'ascensore, che trasporta ogni giorno persone diverse, il simbolo di un luogo che gli appartiene.

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